GUIDE E ITINERARI
Da Sofia a Karachi via terra
Sette mesi, quattro paesi, un solo zaino. Il viaggio via terra più lungo che abbia fatto, e l’unico partito senza sapere dove sarebbe finito.
novembre 2022 – maggio 2023
Un volo per Sofia, due voli di ritorno da Karachi, e in mezzo sette mesi via terra.
Le nazioni attraversate in solitaria: Bulgaria, Turchia, Iran e Pakistan.
Nessuna tappa saltata, nessun volo interno.
Questa è la parte pratica — tratte, mezzi, frontiere, prezzi e le cose che conviene sapere prima di partire. Il racconto dei singoli paesi sta nelle Destinazioni.
I prezzi indicati sono per una persona sola. Cibo e biglietti dei monumenti non sono inclusi: sono spese personali, e in sette mesi diventano impossibili da riassumere.

Bulgaria: il punto di partenza
Non era il paese del viaggio, era la porta.
A Sofia ci sono arrivata in volo da Roma per meno di quello che costa una cena economica, e ci sono rimasta sei giorni prima di prendere il treno notturno che mi avrebbe portata fuori dall’Europa.
Il treno che scende verso Istanbul parte di sera e arriva la mattina dopo. La cuccetta è pure carina, ma ti svegliano spesso per il controllo passaporti nel cuore della notte.
È il momento esatto in cui il viaggio smette di essere una vacanza europea e comincia a essere altro.
Turchia: sforare tre mesi di visto senza accorgersene
Il piano era girarla tutta e forse tornare. Sono rimasta più di tre mesi, e più della metà in Cappadocia, perché è lì che ho perso il cuore tra i camini delle fate e le mongolfiere.
Ma all’inizio c’è stata Istanbul, e Istanbul è stata la parte più cara di tutto il viaggio.
Non per colpa mia: nelle grandi città il divano non lo trovi. Su couchsurfing, in quasi un mese, non mi ha accettata nessuno, troppa richiesta, troppa gente di passaggio.
Così ho dormito in 2 ostelli diversi, a Sultanahmet e Galata, e da soli valgono più di un terzo di tutto quello che ho speso in alloggi in sette mesi. Ho dovuto fermarmi per delle intossicazioni alimentari, e una volta guarita sono ripartita.
Da Istanbul sono scesa in bus fino a Denizli per vedere Pamukkale e Hyerapolis, poi a Konya e infine ad Aksaray — ed è lì che la musica è cambiata: dai paesi piccoli, gli ospitanti di Couchsurfing hanno cominciato a comparire.
Da Aksaray ancora bus fino a Nevşehir, e da lì una breve navetta fino a Göreme, ho dormito una notte in ostello, poi il giorno dopo sono atterrata a Uçhisar: il cuore della Cappadocia.
✦ La Cappadocia si gira così: si dorme a Göreme o Uçhisar e ci si sposta con le navette o i bus locali tra i paesi. Distanze corte, pochi euro. Volendo, potete fare i trekking a piedi da Uchisar a Goreme come ho fatto io più volte in valli diverse.
Da lì ho fatto anche una deviazione andata e ritorno fino ad Ankara, la capitale, per visitare le ambasciate.
Dopo quasi due mesi, lasciare la Cappadocia è stato quasi doloroso.
Yaşar mi ha accompagnata fino a Nevşehir, e da lì sono cominciati i due viaggi notturni in bus verso l’estremo est della Turchia: Erzurum, dove sono stata una settimana, e poi Doğubeyazıt, l’ultima città prima dell’Iran.
Iran: due mesi e mezzo, e mai un albergo dopo Tabriz
A Doğubeyazıt ho passato l’ultima notte turca in un motel, 20 euro non meritati, e la mattina ho preso una navetta che mi ha portato alla frontiera di Gürbulak-Bazargan.
L’Iran è stato il cuore del viaggio: uno spettacolo tra natura e deserti.
Dopo i primi giorni a Tabriz e Esfahan non ho quasi più pagato un letto, solo divani, famiglie, gente conosciuta il giorno prima.
✦ In Iran le carte straniere non funzionano: ci sono solo banche iraniane e nessun bancomat internazionale. Entri con i contanti che hai e cambi sul posto, ma per venti dollari ti ritrovi un mattone di banconote, e i prezzi si contano in toman e rial, che ballano di continuo. Calcola bene quanto ti serve prima di entrare, e non fidarti di chi si offre di cambiarti i soldi con troppa gentilezza.
Ad aspettarmi appena passato il confine c’era un signore tedesco-iraniano che parlava un italiano perfetto, con un cartello e sopra il mio cognome. Che sballo!
Il contatto me l’aveva passato un uomo conosciuto in Cappadocia; lui è anche tra le guide della Lonely Planet. L’avevo ingaggiato per due motivi: sicurezza nella zona della dogana fino a Tabriz e nell’Azerbaijan iraniano, dove ci si muove in auto o taxi, e per la lingua.
Ho avuto un trauma appena ho letto i cartelli solo in farsi.
Mi è andata bene, mi ha fatto saltare metà dei controlli alla dogana, c’erano file infinite, senza di lui ci avrei perso una giornata senza capire un cappero.
Mi ha portata fino a Tabriz, e da lì sono andata in bus fino a Esfahan.
Da Esfahan in poi tutto è tornato semplice ed economico. Bus normali, passaggi offerti da gente conosciuta in ostello, e il sud che si gira in autostop.
Qui l’Iran ha smesso di farmi paura e ha cominciato a ospitarmi.
Da Esfahan sono scesa a Shiraz in bus, e da lì fino a Yazd con un passaggio gratuito, offerto da una coppia di sposini in luna di miele conosciuti proprio a Shiraz.
Poi ancora bus fino a Kerman, un treno notturno fino a Zahedan, e infine un bus fino a Chabahar.
A Chabahar, sul mare, è successa la cosa più bella del viaggio.
Mi ha ospitato Zafari, aveva già un gruppo di persone a casa sua con Couchsurfing, e con loro ho girato tutto il sud: Darak, Pozn, Konarak.
Ci siamo spostati in autostop e abbiamo dormito tutti insieme a casa di ognuno di loro.
L’Iran è così grande, che gli iraniani stessi si sentono turisti dall’altro lato della nazione, come fosse un altro paese.
Siamo stati almeno due settimane a girare così, senza mai un albergo, tutti insieme.
Poi ancora ospitalità: di ritorno a Chabahar ho passato qualche giorno dalla famiglia dei samosa, altri da Farbod, un surfista.
Da Chabahar mi sono spostata a Beris, sempre in autostop, e da lì fino al confine di Rimdan, ancora in autostop.
✦ L’ultima notte iraniana l’ho passata in un ostello quasi sul confine di Rimdan, otto euro. Ero l’unica ospite, e la mattina mi hanno preparato una colazione enorme, solo per me. Un buon modo per salutare l’Iran.
Pakistan: l’ultimo tratto, sotto scorta
Dal confine di Rimdan in poi non ho più deciso io come muovermi.
Mi ha scortata la guardia pakistana, dal confine a Jiwani, fino a Gwadar. È il paese che tutti mi avevano
descritto come il più pericoloso, ed è quello dove mi sono sentita più protetta, o dovrei dire controllata.
A Jiwani e Gwadar ho comprato solo cibo e ho dormito due notti nelle caserme della guardia: mi avevano proposto l’unico hotel che consideravano “safe zone”, settanta euro a notte, e ho preferito la branda.
La storia completa della vita sotto scorta armata è nella pagina del Pakistan.
Da Gwadar ho preso un bus notturno per Karachi, con le guardie che salivano a ogni posto di blocco.
✦ A Karachi la scorta è finita e sono tornata libera di muovermi.
Sei giorni da Haider, un attore, e altri cinque da Alee: couchsurfing con entrambi, come in mezzo mondo attraversato fin lì.
Poi il volo di ritorno durato quasi due giorni, la fine di sette mesi.
Le tappe, in fila
| 1 | Roma → Sofia | volo | 40€ | 2h |
| 2 | Sofia → Istanbul | treno notturno | 35€ | 9h |
| 3 | Istanbul → Denizli | bus | 22€ | 8h |
| 4 | Denizli → Konya | bus | 23€ | 5h30 |
| 5 | Konya → Aksaray | bus | 9€ | 1h30 |
| 6 | Aksaray → Nevşehir | bus | 5€ | 50min |
| 7 | Nevşehir → Göreme | bus | 6€ | 20min |
| 8 | Göreme → Uçhisar | navetta | 3€ | 10min |
| 9 | Cappadocia ⇄ Ankara | bus | 32€ | 3h30 |
| 10 | Nevşehir → Erzurum | bus notturno | 38€ | 11h |
| 11 | Erzurum → Doğubeyazıt | bus notturno | 14€ | 5h |
| 12 | Doğubeyazıt → Bazargan Border | navetta | 4€ | 4h |
| 13 | Bazargan Border → Tabriz | auto | 80€ | 4h |
| 14 | Tabriz → Esfahan | bus | 25€ | 9h |
| 15 | Esfahan → Shiraz | bus | 6€ | 6h |
| 16 | Shiraz → Yazd | passaggio | – | 5h |
| 17 | Yazd → Kerman | bus | 22€ | 6h |
| 18 | Kerman → Zahedan | treno notturno | 16€ | 8h |
| 19 | Zahedan → Chabahar · | bus | 26€ | 7h |
| 20 | Chabahar → Pozn → Konarak → Darak | autostop | – | – |
| 21 | Chabahar → Beris → Rimdan | autostop | – | – |
| 22 | Gwadar → Karachi | bus notturno | 12€ | 9h |
| 23 | Karachi → Istanbul → Roma | 2 voli | 340€ | – |
TOTALE trasporti + alloggi: circa 1.500 € per sette mesi.
✦ Escursioni con autista non incluse nel totale: Kandovan da Tabriz (50€), il deserto del Lut da Yazd (50€), Persepoli da Shiraz (3€). Tutto il cibo e i biglietti dei monumenti sono spese personali e restano fuori: in questo viaggio ad esempio a Santa Sofia si entrava ancora gratis, oggi costa cinquanta euro a testa.
In sette mesi, cifre così cambiano tutto.
Dove ho dormito
Bulgaria — Sofia, 6 notti in ostello.
Turchia — tra gli ostelli di Istanbul, poi quasi sempre couchsurfing: Konya, Aksaray, la casa di Yaşar a Uçhisar, Ali ad Ankara, Nuri a Erzurum.
Iran — cinque giorni d’albergo a Tabriz, poi ostelli economici e, da Kerman in giù, solo case: avvocati, ragazze conosciute per strada, la nonna di un ragazzo di Esfahan, Zafari e mezzo sud del paese.
Pakistan — due notti in caserma tra Jiwani e Gwadar, poi couchsurfing a Karachi da Haider e da Alee.
Info pratiche
Visti — quello iraniano richiesto ad Ankara, poi rinnovato due volte (per tre settimane a Zahedan, due a Chabahar). Quello pakistano ottenuto a Zahedan in circa una settimana, andando ogni giorno a sollecitare di persona.
Frontiere — Bulgaria-Turchia in treno di notte; Turchia-Iran a piedi a Gürbulak-Bazargan; Iran-Pakistan a Rimdan, con scorta dal lato pakistano.
Soldi — in Iran solo contanti e banche locali: entra con quello che ti serve. In Pakistan il couchsurfing abbatte quasi tutto tranne i trasporti.
Non conto questo viaggio in chilometri o in frontiere. Lo conto in case. Per sette mesi ho dormito quasi sempre da qualcuno — e nessuno di loro, prima di partire, lo conoscevo.
✦ PROSPETTIVA M · FRAMMENTI DI MONDO ✦
