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tappe di “Da Porto a Barcellona via terra” — agosto 2023
Portogallo

PORTOGALLO
EUROPA
agosto 2023
Porto.Nebbia, azulejos e notti in barca sul Douro
Il nostro viaggio è iniziato con un volo atterrato in terra portoghese e un bus che ci ha scaricati in centro. Da lì, una scarpinata epica fatta di mille salite e discese spaccagambe ci ha condotti dritti al porto. Perché la vera perla low cost di questa vacanza è stata il nostro alloggio: una barchetta ferma sul molo dove abbiamo dormito per tutta la settimana. Certo, una sistemazione ultraspartana (una mini barca a motore con i bagni in comune situati sulla banchina), ma svegliarsi la mattina con il ticchettio dell’acqua e farsi cullare dal mare la notte è stato qualcosa di indescrivibile.
Le mattine sul molo iniziavano spesso avvolte da una nebbia fitta, umida e ventilata, un’atmosfera suggestiva che a tratti faceva molto Silent Hill. Porto è così: un giorno è fredda e grigia, il giorno dopo è colorata e oceanica. Ma è una città che ti entra dentro con il suo ritmo ondeggiante e fiumeggiante. Abbiamo girato tantissimo usando la metro, prendendo lo storico tram e, per la mia primissima volta in assoluto, sfrecciando in monopattino. Esperienza bellissima, se si escludono un paio di scontri imprevisti con i marciapiedi locali.
Il maestoso ponte in ferro a due livelli che collega Porto a Vila Nova de Gaia fu progettato dall’ingegnere tedesco Théophile Seyrig. Seyrig era il socio ed ex allievo preferito di Gustave Eiffel. Pochi anni prima i due avevano costruito insieme il vicino Ponte Maria Pia, ma quando fu indetto il concorso per il Ponte Dom Luís I, i due soci si presentarono con progetti distinti e Seyrig batté clamorosamente il suo maestro Eiffel.



Il paradiso dei pescatori: rabas, sangria e un Porto tira l’altro
Parliamo di cibo, perché in Portogallo si tocca l’estasi con pochi euro. Abbiamo eletto i pastel de nata a patrimonio dell’umanità, seguiti a ruota dalle rabas, dai calamari e da sua maestà il baccalà. La nostra accoppiata fissa per le cene? La combo letale bacalhau e brocche di sangria bianca.
Sul lungofiume è un continuo susseguirsi di locali affollati e ristoranti di pescatori che cucinano il pesce fresco del giorno: uno spettacolo per gli occhi e per il palato. E poi c’è il vino Porto, che colora la città. Abbiamo esplorato le cantine storiche, scoprendo che le imbarcazioni tradizionali in legno si chiamano Rabelos. Tra un assaggio di Tawny dolce e un bicchiere di bianco, abbiamo svoltato gran parte delle nostre serate. Unico shock sociologico: una quantità industriale di turisti italiani, in particolare veneti — si sentivano più “Ostregheta” che “Obrigado”.
Labirinti, azulejos e sei ponti da record
Porto è un meraviglioso e faticoso labirinto verticale. Ti perdi tra scorciatoie improvvisate nei vicoli stretti della Baixa per poi ritrovarti davanti a facciate di chiese ricoperte di azulejos bianchi e blu che ti fanno sognare. In una settimana di esplorazione non ci siamo fatti mancare nulla:
Chiese e monumenti: siamo rimasti incantati dai colori della Capela das Almas e delle gemelle Igreja do Carmo e das Carmelitas. Abbiamo visitato la maestosa Cattedrale di Porto, la Igreja de São Francisco, la Igreja da Misericórdia (con il suo museo) e la splendida Igreja de Santa Clara. Ovviamente abbiamo scalato i gradini della Torre dos Clérigos per goderci il panorama dall’alto.
Piazze e vie storiche: abbiamo passeggiato lungo l’elegante Avenida dos Aliados, ammirato il Palazzo del Municipio, fatto su e giù per la via dello shopping Rua Santa Catarina e per la raffinata Rua das Flores. Ci siamo concessi un caffè nell’atmosfera d’epoca del celebre Majestic Café e siamo rimasti a bocca aperta dentro la Stazione di São Bento, che sembra una galleria d’arte fatta di piastrelle. Immancabile la sosta alla Livraria Lello, la libreria che ha ispirato Harry Potter.
Entrare nell’atrio della stazione ferroviaria di São Bento equivale a visitare un museo d’arte. Le pareti sono interamente ricoperte da ben 20.000 piastrelle di ceramica bianca e blu (azulejos), dipinte a mano dall’artista Jorge Colaço tra il 1905 e il 1916. L’opera gigante riproduce le più grandi battaglie ed eventi storici del Portogallo, compreso l’ingresso del re Giovanni I a Porto.


La vita del fiume: il cuore pulsante del viaggio è stato tra Praça da Ribeira e Cais da Ribeira, i moli storici da cui si gode una vista pazzesca. Da qui abbiamo attraversato il monumentale Ponte Dom Luís I per ritrovarci a Vila Nova de Gaia, dove abbiamo preso la teleferica sospesa sulle cantine. Abbiamo fatto un tour completo dei ponti di Porto sul fiume Douro, collezionandoli tutti e sei: Freixo, São João, Maria Pia, Infante D. Henrique, Luís I e Arrábida.
Cultura e parchi: abbiamo fatto la spesa tra i profumi del Mercado do Bolhão, visitato il sontuoso Palácio da Bolsa, il Palazzo Carrancas e la Igreja de Santa Marinha. Per i momenti più alternativi, ci siamo spinti fino alla modernissima Casa da Música e alla Fondazione Serralves con il suo parco verdeggiante, e abbiamo passeggiato lungo le antiche mura cittadine fino al quartiere oceanico di Foz. Le serate più movimentate le abbiamo passate tra i locali di Rua Galeria de Paris.
In Piazza Gomes Teixeira sembrano esserci due grandi chiese affiancate: la Chiesa dei Carmelitani e la Chiesa del Carmo. In realtà, guardando da vicino, tra i due edifici si trova la Casa Escondida, una casetta larga appena 1,5 metri. Fu costruita per due motivi pratici: rispettare una legge dell’epoca che vietava a due chiese di condividere lo stesso muro e impedire qualsiasi contatto sociale tra i monaci di un edificio e le suore dell’altro.
L’addio al Portogallo e il bus verso la Spagna
Porto è stata un sogno a occhi aperti, una città faticosa per via dei suoi dislivelli ma così densa di colori, malinconia e sapori che ci tornerei anche subito.
Ma per dei viaggiatori zaino in spalla come noi, un confine non è mai la fine, è solo un interruttore. Finita la settimana oceanica, siamo andati in stazione e abbiamo caricato i nostri bagagli su un autobus a lunga percorrenza. Destinazione: Salamanca. Davanti a noi si apriva una nuova, immensa avventura a tappe attraverso la Spagna.


Scheda pratica — Portogallo
tutto quello che devi sapere prima di partire
🗣️ LINGUA
Portoghese (lingua ufficiale). L’inglese è diffuso a Porto e Lisbona, meno nelle zone rurali.
💰 MONETA
Euro (EUR) — nessun cambio necessario per chi arriva dall’Italia.
🛂 DOCUMENTI
Basta la carta d’identità in corso di validità, valida per l’espatrio (o il passaporto). Nessun visto richiesto per cittadini UE.
👕 COME VESTIRSI
Abbigliamento leggero in estate, ma porta uno strato in più per le sere: a Porto, con l’umidità e la nebbia atlantica, le temperature scendono più che nell’entroterra.
📅 QUANDO ANDARE
Primavera (aprile-giugno) o inizio autunno (settembre-ottobre): clima mite, meno affollato dell’estate piena.
🚌 TRASPORTI
Metro efficiente in città, tram storico per il centro, monopattini e Bolt per spostamenti rapidi.
🛡 SICUREZZA
Paese sicuro, tra i più tranquilli d’Europa.
💬 FRASI UTILI
Obrigado/a (grazie), Bom dia (buongiorno), Quanto custa? (quanto costa?)
🍽️ CIBO DA PROVARE
Pastéis de nata, bacalhau (baccalà), rabas (calamari fritti), un bicchiere di vino Porto
💶 BUDGET
Pasto completo 8-15€, giornata vissuta bene con 35-45€.
✦ Prospettiva M · frammenti di mondo
