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tappe di “Da Cracovia a Belgrado via terra” — agosto 2025

POLONIA
EUROPA CENTRALE
agosto 2025
Cracovia, un festival folk e tanti draghi pure qui
Tutto è iniziato qui. Cracovia è stata la primissima tappa del nostro folle e lunghissimo viaggio via terra: un coast-to-coast zaino in spalla che, partendo dalla Polonia, ci avrebbe portati a Bratislava, Budapest, Timișoara e infine a Belgrado.
Siamo atterrati con un volo da Roma e ci siamo dati un romantico appuntamento direttamente nella Città Vecchia, all’ombra del maestoso Castello di Wawel. Da quel momento, le nostre gambe non hanno più avuto tregua: una media di 23 chilometri (o poco più) al giorno a piedi. Praticamente una maratona quotidiana. Ma piacevolissima, tra parchi e pause per il cibo tipico, mi sono innamorata dei Pierogi con patate e bacon!
Il nostro primo nido d’amore low cost? Un appartamento dall’ingresso decisamente strambo e con un tasso di umidità in pieno agosto che avrebbe fatto invidia a una foresta pluviale. Per non parlare del Wi-Fi tarocco che andava e veniva. Il bagno perdeva, e per scaricare bisognava aprire e chiudere la manopola dell’acqua ogni volta.
Ma la vera perla era nel cortile: c’era un water bianco sull’immondizia condominiale, al centro del cortile, e accanto ci nascevano letteralmente delle fragole.
Poesia urbana.
Per le prime sere ci siamo nutriti di comode cene casalinghe, facendo la spesa svaligiando i minimarket che dominano ogni angolo della strada. Dopo le lunghe giornate di passeggiate sotto il sole il letto era meritatissimo.
Al centro di Rynek Główny svetta il Mercato dei Tessuti (Sukiennice). Sotto le arcate dell’ingresso principale è appeso un antico coltello d’acciaio arrugginito. In epoca medievale serviva da avvertimento ai mercanti e ai visitatori: ai ladri colti in flagrante veniva inflitto il taglio dell’orecchio o della mano proprio con quel coltello prima di essere banditi dalla città.


Silenzio, sguardi incazzati e una via familiare
La prima cosa che ti colpisce di Cracovia è che, nonostante sia piena di vita, c’è un silenzio surreale a tutte le ore.
E la gente? Fondamentalmente tutti molto tranquilli, persino i senzatetto sono incredibilmente educati.
Certo, i polacchi sono disponibili se chiedi aiuto, ma hanno costantemente l’espressione stampata in volto di chi è profondamente incazzato con la vita.
E poi, parliamo di come si vestono? Accostamenti stilistici che non so come li scelgono.
Ogni ora, dalla torre più alta della Basilica di Santa Maria, un trombettiere suona una melodia tradizionale (Hejnał) verso i quattro punti cardinali. La canzone si interrompe sempre bruscamente a metà: secondo la leggenda, nel 1241 una vedetta avvistò l’esercito dei Tartari e suonò la tromba per dare l’allarme alla città, ma venne trafitto alla gola da una freccia prima di finire la melodia.
Cosa che non mi aspettavo, ovunque io mi girassi, c’è l’ombra di Papa Giovanni Paolo II che ti osservava. È letteralmente ovunque.
Una cosa che mi ha fatto un sacco ridere l’ho trovata camminando: c’è una via in centro che somiglia tantissimo al mio cognome.
Gironzolando per la città abbiamo notato tantissimi gatti affacciati alle finestre, vecchietti che nei mercati vendono più fiori che frutta, e un tizio anziano su una panchina che passava il tempo a mettersi e togliersi la dentiera davanti a tutti. Ah, e preparatevi: è pieno di italiani, la maggior parte di quelli incontrati erano del Nord.
Una settimana tra festival del folklore e shot bizzarri
Siamo stati fortunatissimi perché abbiamo beccato il Festival del Folklore. La città si è riempita di balli tradizionali, musica e personaggi con costumi medievali che giravano con civette e gufi veri sul braccio. Durante l’esibizione di un gruppo turco, una matrona turca voleva per forza parlarmi in turco perchè l’ho salutata nella sua lingua.
Ovviamente hanno provato anche a trascinarci nella mischia e ci hanno invitato a danzare, ma da bravi timidi abbiamo rifiutato con un sorriso imbarazzato.
A livello di cibo e alcol, Cracovia ci ha regalato grandi gioie — soprattutto una specie di pinseria a pranzo che abbiamo frequentato tre volte in una settimana.
Quando viaggi camminando tanto e hai crisi d’astinenza da carboidrati, certi posti ti salvano letteralmente la vita.


Cosa vedere in una città pulitissima
Cracovia è tirata a lucido, pulita in modo maniacale. Ma occhio a dove camminate: i ciclisti sono dei pazzi scatenati, quindi attenti se ci tenete alla pelle!
Detto questo, noi non l’abbiamo vissuta come una corsa ai musei: le nostre ore migliori le abbiamo perse al festival del folklore, a gironzolare tra i parchi, al castello e a fare giri sul fiume. Il bello di Cracovia è proprio questo, lasciarsi andare al suo ritmo lento.
Il cuore è medievale e ipnotico. Lo Stare Miasto, il centro storico, è uno spettacolo dominato dalla maestosa Piazza del Mercato, la Rynek Główny, una delle piazze medievali più grandi d’Europa, con al centro il lungo mercato coperto delle Sukiennice e, a incorniciarla, le torri asimmetriche della Basilica di Santa Maria (da cui, ogni ora, una tromba suona una melodia che si interrompe di colpo, in memoria di un trombettiere medievale).
Lì vicino abbiamo fatto un salto allo storico Collegio Maius, l’antica sede dell’università dove studiò Copernico, e alla bellissima Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
Ma il posto che domina tutto è la Collina del Wawel, con il Castello Reale e la Cattedrale che si stagliano sopra la città.
Qui sotto si apre la grotta del mitico drago di Cracovia, la leggenda che dà il nome alla città, siamo scesi sotto la grotta e abbiamo ammirato il fuoco che sputa la statua del drago.
C’era un sole così pazzesco a specchiarsi sull’acqua che ci siamo concessi un rilassante giretto in barchetta sul fiume Vistola.
Il resto lo abbiamo assaggiato senza fretta: l’affascinante Quartiere Ebraico di Kazimierz, pieno di vita e di locali, la Piazza degli Eroi con le sue sedie vuote di bronzo, e il Museo di Arte Contemporanea (il MOCAK). Per gli amanti del verde e delle stranezze, poi, ci sono il Giardino Botanico, il Museo degli Aerei, una bizzarra Via Crucis allestita tra le rocce di un giardino, e la nostra chicca preferita: il Forum Przestrzenie, un gigantesco e affascinante ecomostro di epoca brutalista, di quelli che a me fanno battere il cuore.


Scheda pratica — Polonia
tutto quello che devi sapere prima di partire
🗣 LINGUA
Polacco (lingua ufficiale). L’inglese è diffuso tra i giovani.
💰 MONETA
Zloty polacco (PLN), circa 4,2-4,3 zloty per 1 euro. Nonostante sia UE, l’euro non è la valuta ufficiale.
🛂 DOCUMENTI
Carta d’identità valida per l’espatrio o passaporto. Nessun visto richiesto.
👗 COME VESTIRSI
Abbigliamento normale, nessuna restrizione. Inverni molto rigidi, estati calde.
📅 QUANDO ANDARE
Maggio-giugno e settembre, clima mite e città meno affollate.
🚌 TRASPORTI
Ottima rete di bus e tram urbani a Cracovia. Treni intercity efficienti per spostarsi tra le città principali.
🛡 SICUREZZA
Paese molto sicuro, tra i più tranquilli d’Europa.
💬 FRASI UTILI
Cześć (ciao), Dziękuję (grazie), Przepraszam (mi scusi)
🍽 CIBO DA PROVARE
Pierogi, żurek, bigos, kiełbasa
💸 BUDGET
Pasto completo 6-10€, giornata vissuta bene con 30-40€ .
✦ Prospettiva M · frammenti di mondo
