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SLOVENIA
EUROPA
gennaio 2024
Lubiana. Draghi, pioggia e vin brulé.
Prendere il treno da Zagabria per raggiungere Lubiana è stato come scivolare dentro una fiaba invernale dal retrogusto un po’ umido. Io e Gullo siamo arrivati in Slovenia sotto una pioggia incessante che, unita al freddo pungente ereditato dalla Croazia, ci ha subito regalato un bel souvenir di viaggio: un raffreddore coi fiocchi a testa. Ma l’atmosfera magica dei viaggi nel periodo natalizio ha un fascino indiscutibile, capace di farti dimenticare persino i piedi bagnati e i brividi.
La nostra sistemazione si è rivelata una vera e propria oasi: più che una camera, un delizioso mini-appartamento con cucina esterna in comune. Visto il meteo inclemente che ci ha costretti a diverse serate di “clausura” forzata, ci siamo goduti la casa fino in fondo. Cucinare all’estero è una cosa che adoro visceralmente, ed è stato bello fare amicizia sia con i proprietari, persone squisite e simpatiche, sia con gli ospiti delle altre stanze nelle ore di cena — con Gullo che si lanciava in appassionate spiegazioni sulla storia di Roma ai coinquilini stranieri.
Durante il giorno ci siamo trascinati per la città nonostante i piccoli acciacchi di fine viaggio: le vesciche ai piedi di Gullo (riparate d’emergenza con un laccio rotto sistemato alla meglio) e il mio ginocchio che iniziava a chiedere pietà. Ma Lubiana è un gioiellino talmente intimo e concentrato che fermarsi era semplicemente impossibile.


Il Triplo Ponte è uno dei capolavori dell’architetto Jože Plečnik. Inizialmente esisteva soltanto il ponte centrale in pietra per i veicoli. Negli anni ’30, per evitare l’affollamento dei pedoni, Plečnik decise di non abbattere la struttura antica: progettò invece due ponti pedonali aggiuntivi, leggermente angolati e decorati con eleganti balaustre bianche, creando uno snodo urbano unico al mondo.
Tra mercatini accoglienti e quartieri fuori dagli schemi
La città si è presentata in una splendida veste medievaleggiante, invasa da milioni di bancarelle colorate e profumatissime. Ci siamo riscaldati a suon di fiumi di vin brulé bollente, passeggiando lungo il bellissimo fiume Ljubljanica e ammirando i tantissimi draghetti — il simbolo della città — che spuntavano fieri da ponti e monumenti.
Il picco artistico e alternativo del viaggio è stato senza dubbio il quartiere di Metelkova: un’ex caserma militare autogestita e trasformata in un centro culturale autonomo, un luogo spiazzante, ricco di graffiti monumentali e installazioni fuori di testa (peccato solo averlo visitato sotto l’ennesimo acquazzone). Abbiamo visitato anche il nuovo Museo d’Arte Contemporanea, uscendone leggermente perplessi davanti ad alcune opere a dir poco d’avanguardia — decisamente indimenticabile.
La nostra mappa di Lubiana
Ecco le meraviglie che abbiamo esplorato, un po’ a piedi e un po’ zoppicando:
Castelli e vedute: siamo saliti fino al monumentale Castello di Lubiana godendoci la salita sulla funicolare panoramica, e abbiamo ammirato anche l’elegante profilo del Castello Podturn.
Piazze e palazzi storici: abbiamo passeggiato nella maestosa Piazza del Congresso, nella centralissima Piazza Prešeren (il vero cuore della vita cittadina) e nella caratteristica Piazza Civica. Lungo la strada abbiamo fotografato l’elegante Palazzo Bamberg, l’iconica Casa Krisper e gli storici palazzi di Miklošičeva Ulica.
Il drago è il simbolo indiscusso di Lubiana, ma la sua origine affonda nella mitologia greca. La leggenda racconta che l’eroe Giasone e i suoi Argonauti, dopo aver rubato il Vello d’Oro, risalirono il fiume Danubio e poi il Ljubljanica. Qui trovarono un grande lago e una palude dove viveva un terribile mostro alato: Giasone lottò contro il drago e lo sconfisse. Il mostro, diventato il protettore della città, svetta oggi sui quattro angoli del famoso Ponte dei Draghi.
La sfilata dei ponti: abbiamo attraversato il famosissimo Ponte Triplo (Tromostovje), il suggestivo Ponte dei Calzolai e il celeberrimo Ponte dei Draghi con i suoi guardiani alati di bronzo.
Fede, mercati e storia: abbiamo visitato la bellissima Chiesa Francescana dall’inconfondibile facciata rossa, la maestosa Cattedrale di San Nicola, la barocca Fontana dei Tre Fiumi e ci siamo persi tra i banchi del vivace Mercato Centrale.
Cultura e istituzioni: abbiamo dato un’occhiata al solenne Parlamento Sloveno e al Monumento alla Rivoluzione, per poi rifugiarci dal freddo nel Museo di Storia Contemporanea e nel già citato Nuovo Museo d’Arte Contemporanea.


Il quartiere alternativo di Metelkova Mesto sorge all’interno di un ex complesso di caserma militare dell’esercito jugoslavo. Nel 1993, quando le truppe abbandonarono la struttura, un gruppo di circa 200 artisti, attivisti e intellettuali occupò l’area per impedirne la demolizione. Oggi è un centro autonomo della controcultura, interamente ricoperto di sculture di rottami, graffiti, club underground e gallerie d’arte.
Un finale di viaggio ad alta tensione
Come ogni avventura low cost che si rispetti, anche questa ci ha regalato un aneddoto finale memorabile durante il viaggio di ritorno in autobus. Arrivati a Firenze, il bus si ferma per la pausa pranzo; al momento di ripartire, il nostro autista si dà il cambio con un collega, che sale a bordo come passeggero per scendere con noi fino a Roma. Alla guida si siede un tizio che, evidentemente, pensava di essere al volante di una Formula 1 piuttosto che di un pullman di linea: una guida folle, scattosa e spericolata che ha fatto salire l’ansia a tutto il mezzo. A quel punto il collega fuori servizio, seduto tra noi passeggeri, non è riuscito a contenersi davanti a quella mancanza di professionalità e gli ha fatto un cazziatone epico per tutto il resto del viaggio. Io e Gullo assistevamo alla scena in un misto di intrattenimento e sollievo, pensando solo: almeno arriviamo a Roma interi.
Lubiana ci ha salutati così: un piccolo gioiello medievale bagnato dalla pioggia, caldo nell’accoglienza dei suoi appartamenti e dei suoi mercatini, indimenticabile nelle sue stranezze e nei suoi tragicomici viaggi di ritorno.


Scheda pratica — Slovenia
tutto quello che devi sapere prima di partire
🗣️ LINGUA
Sloveno (lingua ufficiale). L’inglese è ben diffuso, soprattutto tra i giovani e nel settore turistico.
💰 MONETA
Euro (EUR) — nessun cambio necessario per chi arriva dall’Italia.
🛂 DOCUMENTI
Basta la carta d’identità in corso di validità, valida per l’espatrio (o il passaporto). Nessun visto richiesto per cittadini UE.
👕 COME VESTIRSI
In inverno servono strati pesanti e qualcosa di impermeabile: clima freddo e spesso piovoso, soprattutto a dicembre/gennaio. In estate abbigliamento leggero.
📅 QUANDO ANDARE
Dicembre per l’atmosfera dei mercatini di Natale; primavera/estate per il clima mite ed esplorare oltre la capitale.
🚌 TRASPORTI
Treni regionali per i collegamenti con la Croazia e il resto d’Europa, funicolare per il Castello di Lubiana, centro storico facilmente percorribile a piedi.
🛡 SICUREZZA
Paese sicuro, tra i più tranquilli d’Europa.
💬 FRASI UTILI
Hvala (grazie), Dober dan (buongiorno), Koliko stane? (quanto costa?)
🍽️ CIBO DA PROVARE
Vin brulé nei mercatini invernali, dolci locali buonissimi.
💶 BUDGET
Pasto completo 8-15€, giornata vissuta bene con 35-45€.
✦ Prospettiva M · frammenti di mondo
