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tappe di “Da Skopje a Sarajevo via terra” — agosto 2026

MONTENEGRO
EUROPA – BALCANI
agosto 2026
Podgorica: un bus pazzo, un salvataggio last minute e una città verde da scoprire in fretta
Da Pristina a Podgorica ci sono sei ore di bus, e neanche tutte filate lisce: a metà strada ci hanno fatto cambiare mezzo, caricandoci su un bus più piccolo dove c’erano più persone che i posti a sedere. D’un tratto eravamo a Scutari, in Albania. Non si capisce come, ma questo giro rientra nel tratto. Io ho gradito alla grande vedere più nazioni dal finestrino in un solo viaggio. L’autista, anche per le restanti ore, ha guidato come in un videogioco di corse, tra curve prese a tutta velocità e noi sbattuti da una parte all’altra del sedile. Alla dogana, per fortuna, tutto è filato liscio — lenti ma efficienti. Il panorama, quello sì, è stato uno spettacolo per tutto il tragitto, specialmente nell’ultimo tratto tra le montagne del confine. Durante il viaggio, complice l’odio comune per l’autista, abbiamo fatto amicizia con tanti viaggiatori europei molto simpatici con cui per fortuna il tempo è volato.
Podgorica vanta il bizzarro primato di aver cambiato nome ufficiale cinque volte nel corso dei secoli. Nata nei pressi dell’insediamento illirico-romano di Birziminium e Doclea, nel Medioevo prese il nome di Podgorica (“sotto la piccola collina”). Nel 1946, per omaggiare il leader jugoslavo, fu battezzata Titograd (Città di Tito), mantenendo questo nome per quasi cinquant’anni prima di ritornare ufficialmente a chiamarsi Podgorica nel 1992.
Ad aggiungere pepe alla giornata, il primo appartamento prenotato a Podgorica è saltato: il bus era in ritardo, e il proprietario non ha voluto né posticipare il check-in né restituire la caparra. Trenta euro persi, ma ci ha salvato Mirko, il proprietario di un altro appartamento, che senza fare troppe storie ci ha aperto le porte di casa sua nel cuore della notte. Siamo arrivati a Podgorica praticamente a mezzanotte.



Le nostre impressioni: breve ma intensa
Dopo una giornata persa col cambio di orari del bus, avevamo un solo giorno a disposizione, e Podgorica ce lo ha fatto sentire tutto. È una città molto più verde di quanto immaginassi — non a caso sorge alla confluenza di sei fiumi, con parchi e spazi larghi tra una via e l’altra. È anche una città che ha cambiato nome più volte quanto il suo aspetto: fondata come Ribnica, ribattezzata Podgorica sotto gli ottomani, rasa quasi al suolo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e ricostruita come Titograd, in onore di Tito, per poi tornare al nome originale solo nel 1992. Al museo abbiamo visto gli antichi abiti tradizionali montenegrini, tra l’altro i musei erano gratuiti. Abbiamo mangiato del buon burek, e passeggiato lungo il fiume — una città di tanti ponti, alcuni più riusciti di altri.



Cosa vedere a Podgorica
Il punto di partenza naturale è la Stara Varoš, la città vecchia, l’unico angolo che ha davvero mantenuto la memoria dei quattro secoli di dominazione ottomana, quando la città si chiamava ancora Podgoritsa. Qui svetta la Torre dell’Orologio, costruita nel Seicento e sopravvissuta quasi per miracolo ai bombardamenti — anche se dal punto in cui l’abbiamo vista sembrava, curiosamente, senza quadrante. Lì vicino la Moschea Osmanagić, che confesso non mi ha entusiasmata più di tanto: onestà prima di tutto, anche quando un luogo non colpisce come ci si aspetta.
Nel quartiere ottomano di Stara Varoš svetta la Sahat Kula, costruita nel 1667 dal pascià turco Hadži Hafiz Osman. Ha un valore storico inestimabile: durante la Seconda Guerra Mondiale Podgorica venne rasa al suolo da oltre 82 bombardamenti aerei che distrussero quasi ogni edificio. La torre di pietra alta 16 metri fu una delle pochissime strutture storiche a rimanere miracolosamente in piedi intatta.
Il Fiume Morača attraversa la città e si costeggia piacevolmente a piedi, tra il quartiere di Novi Grad e quello di Nova Varoš, la parte più nuova della città, cresciuta con l’arrivo degli austro-ungarici a fine Ottocento. Il cuore cittadino è Piazza della Repubblica, da cui si arriva facilmente fuori all’Hard Rock Cafe e, passando per il Ponte di Mosca, al Millennium Bridge, inaugurato nel 2005 proprio nel giorno della festa nazionale montenegrina, oggi il simbolo più fotografato della città.
Sul fiume Ribnica si trovano la fortezza e il ponte omonimo, uno dei pochissimi resti ottomani sopravvissuti ai bombardamenti: le sue fondamenta sono in realtà romane, poi ricostruite nel Settecento sotto gli ottomani — un piccolo scrigno di duemila anni di storia nel cuore della città moderna. Poco distante, il King’s Park offre un angolo di verde nel cuore urbano.
Nel resto della giornata abbiamo trovato spazio anche per il Museo di Storia Naturale e il Centro d’Arte Contemporanea. Il Lago di Scutari, invece, l’ho visto scorrere fuori dal finestrino: il bus che ci portava a Podgorica ha costeggiato le sue acque prima dell’arrivo in città, un piccolo assaggio panoramico prima di rimetterci in viaggio verso la Bosnia. Inutile ribadire quanto sia bello vedere il paesaggio che cambia tra una nazione e l’altra attraversandole a piedi.
Il Milenijum, inaugurato nel 2005, è il simbolo del Montenegro moderno e domina lo skyline del fiume Morača. Lungo 140 metri, l’intero ponte strallato è sorretto da un unico e gigantesco pilone inclinato alto ben 57 metri, a cui sono agganciati 12 cavi d’acciaio principali e 24 cavi di contrappeso: una struttura d’ingegneria pensata per resistere ai fortissimi venti di bora che soffiano sulla valle.



Scheda pratica — Montenegro
tutto quello che devi sapere prima di partire
🗣 LINGUA
Montenegrino, molto simile a serbo e bosniaco. In centro l’inglese si trova senza problemi.
💰 MONETA
Euro, adottato unilateralmente pur non facendo parte dell’Unione Europea.
🛂 DOCUMENTI
Carta d’identità in corso di validità sufficiente per cittadini italiani/UE, nessun visto richiesto per soggiorni turistici fino a 90 giorni.
👗 COME VESTIRSI
Abbigliamento normale, leggero d’estate. Per la moschea: spalle coperte e scarpe da togliere all’ingresso.
📅 QUANDO ANDARE
Primavera e inizio autunno per un clima più mite. Estati calde e secche, inverni freddi nell’entroterra.
🚌 TRASPORTI
Bus lunghi e panoramici per raggiungere Podgorica dai paesi vicini. Il centro città si gira comodamente a piedi.
🛡 SICUREZZA
Città tranquilla. Attenzione solo ai posti bui di sera, come sempre.
💬 FRASI UTILI
Ciao → Zdravo (ZDRA-vo)
Grazie → Hvala (HVA-la)
Quanto costa? → Koliko košta? (KO-li-ko KOSH-ta)
🍽 CIBO DA PROVARE
Burek, Popeci, Japraci, Kačamak, Cevapi.
💸 BUDGET
Pasto di strada 3-5€, burek 2€. Giornata vissuta bene con 20-25€.
✦ Prospettiva M · frammenti di mondo
